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L’incredibile personalità di Andrea Panicucci: come affrontare le sfide che la vita ci mette davanti

come affrontare le sfide che la vita ci mette davanti

L’incredibile personalità di Andrea Panicucci: come affrontare le sfide che la vita ci mette davanti

Continuano le interviste di casa Richfit! E oggi lo faremo insieme al grande Andrea Panicucci che ti racconterà la sua esperienza di come ha vissuto quest’ultimo anno, davvero particolare.

Ma prima di andare avanti, se ancora non mi consoci… io sono Emanuele Pianelli, co-fondatore del Sistema Richfit e, insieme a Paolo Ricchi, mio socio in affari… 

…aiutiamo gli imprenditori del fitness a migliorare la loro gestione, il management, il marketing e le vendite dei loro servizi e prodotti fitness.

Se desideri approfondire le nostre storie ti rimando a questa pagina.

Ma ora concentriamoci su Andrea, e vediamo cosa ha combinato in quest’ultimo anno davvero molto particolare, fatto da chiusure, blocchi forzati e pandemie varie.

Sei pronto? Cominciamo!

Le radici di Andrea Panicucci

Emanuele: buongiorno Andrea e ben arrivato.

Andrea: buongiorno Emanuele, grazie per avermi invitato.

Emanuele: come procede? In che parte dell’Italia sei collegato? E cosa fai nel mondo del fitness?

Andrea: sono collegato da Pontedera, in provincia di Pisa e, tenendo conto del periodo particolare, tutto sommato procede abbastanza bene.

Sono molto contento e soddisfatto di quello che stiamo facendo. E anche se ogni giorno nutro una voglia assurda di riaprire le porte della mia palestra, allo stesso tempo non me la sto vivendo poi così tanto male.

Qui ho un centro fitness abbastanza piccolo, circa 450 mq, si chiama Energy e ha delle caratteristiche ben definite. Che cosa vuoi dire?

Beh, vuol dire che ci impegniamo nel miglior modo possibile, di seguire a dovere i nostri iscritti. Frase molto gettonata nel nostro settore, ma è un processo che parte dalle informazioni preliminari ai servizi ad alto valore, così come ci avete insegnato voi di Richfit con Clubber On Demand.

Abbiamo una sala attrezzi, uno spazio funzionale, uno studio Personal, che siamo agli sgoccioli per la fase di allestimento, e non ci occupiamo né di corsi collettivi, né di Zumba, né di spinning… ma offriamo tutti i nostri servizi in maniera totalmente personalizzata.

Emanuele: perdonami l’interruzione. Quindi tu, anche se sei chiuso, comunque stai investendo sulla tua attività e sui tuoi clienti, aprendo una nuova ala nel tuo centro?

Andrea: sì. Ho preso un piccolo spazio di soli 50 metri e dentro ci ho allestito uno studio Personal. Ma non uno studio così. È uno studio con caratteristiche particolari, ben definite.

E ho deciso di farlo in questo periodo particolare, perché volevo lanciare una sfida a me stesso.

E alla fine ce l’ho fatta, tant’è che ho deciso di battezzare quella stanza con il nome di “Energy Suits”, proprio perché voglio che sia uno spazio esclusivo per i miei clienti, dove possano allenarsi in sicurezza, con riservatezza e con programmi estremamente personalizzati. 

Insomma, l’obiettivo è creare qualcosa che contraddistingue ancora di più la mia palestra.

Come hai reagito nei primi periodi della pandemia?

Andrea: Le reazioni sono state diverse rispetto alla prima e alla seconda ondata. La prima ci ha colto tutti un po’ impreparati, però, dopo un intero giorno di riflessione, mi sono messo sotto e mi sono dato da fare.

Come prima cosa ho organizzato la mia agenda. Dovevo sapere esattamente cosa fare e quando farlo. Poi ho organizzato anche la mia formazione personale: ho preso tutto il vostro materiale, gli ho dato un ordine cronologico e mi sono completamente immerso nella formazione.

Dovevo imparare al meglio come muovermi in ogni situazione. 

Poi ho concentrato i miei sforzi sulla formazione del personale, attraverso le procedure e le riunioni costanti. Ma il lavoro non è finito qui.

Perché poi mi sono concentrato esclusivamente sulle azioni dei miei iscritti. E secondo me questa è stata la vera scintilla che ha fatto tutta la differenza.

Non ci siamo mai presi il lusso – nemmeno per un singolo giorno – di lasciare i nostri iscritti al caso. Abbiamo creato il nostro gruppo Facebook per fare le dirette.

Ma quello che non è mai mancato tra le nostre azioni quotidiane, è stato l’uso massiccio del marketing. Sicuramente è da migliorare, ma ogni santo giorno eroghiamo dei contenuti di valore per i nostri clienti.

Tutto questo, durante la prima ondata.

Mentre, nella seconda, è stato tutto molto più semplice, perché il grosso del lavoro lo avevamo già fatto durante la prima ondata.

Emanuele: visto che mi hai nominato i tuoi clienti…

Loro come hanno reagito?

Andrea: spesso e volentieri posto i loro messaggi di ringraziamento sui nostri canali social. E questo mi mette tranquillità per quanto riapriremo le porte al pubblico.

I messaggi che ci arrivano suonano più o meno così: “grazie per non averci abbandonati in un momento particolare come questo!”

Allora, se ne arriva uno, sei felice e la cosa finisce lì. Ma quando te ne arrivano due, tre, quattro e così via… allora capisci che stai facendo un buon lavoro e stai spianando la strada verso la riapertura.

Ad un tratto mi sono ritrovato sul mio sito con 30 recensioni in più, senza averle chieste a nessuno. E questo, ovviamente, ti gasa di brutto.

Quindi, alla luce di questi fatti, posso dire che i miei iscritti sono molto soddisfatti e la cosa l’hanno presa abbastanza bene.

Emanuele: Ma oltre alla loro soddisfazione…

Hai avuto dei risvolti anche dal punto di vista del tuo portafoglio?

Andrea: allora. Come ti dicevo prima, abbiamo continuato a seguire i nostri iscritti e molte delle cose che abbiamo erogato per loro, lo abbiamo fatto in maniera totalmente gratuita. 

Un esempio? Inviare il programma di allenamento, ogni singolo mese, direttamente alle case dei nostri clienti.

Nel gruppo Facebook rilasciamo delle pillole di allenamento, tre o quattro volte a settimana. E ribadisco, tutto questo… gratuitamente.

Poi, ovviamente, man mano che scadevano gli abbonamenti, era difficile rinnovarli a palestra chiusa. Però, nonostante questo, quando si avvicinava la scadenza, chiamavamo i nostri clienti, proponevamo dei rinnovi e con mio grande stupore…

…tante persone hanno deciso di rinnovare, seppur con richieste diverse.

Infatti, molti di loro, dopo aver perso la motivazione iniziale dovuta alla chiusura, ci hanno chiesto dei percorsi personalizzati, e da lì, è nata la nostra nuova sala “Energy Suits”!

Emanuele: e questi tipo di servizio ti è stato utile solo per i tuoi già clienti, oppure ti ha permesso di acquisirne anche di nuovi?

Andrea: abbiamo acquisito anche nuovi clienti. E questo è stato possibile grazie al marketing che abbiamo fatto, che consisteva nel sensibilizzare le persone al movimento, facendo passare il messaggio che è importante allenarsi, a prescindere dalle condizioni, per la loro salute psico-fisica.

Questo tipo di marketing ha destato parecchia curiosità, e tutto quello che ci incuriosisce, prima o dopo, sentiamo l’esigenza di approfondire quella curiosità.

E la curiosità in questione, era entrare a far parte del mio club.

Tutto questo lavoro che hai fatto, cosa ti ha prodotto?

Andrea: beh, diciamo che grazie a questo lavoro, sono cascato su un materasso.

Abbiamo lavorato. Ci siamo fatti un mazzo così. E i risultati alla fine sono arrivati.

Tenendo conto del periodo di chiusura, i risultati che sono arrivati sono stati molto importanti. Tuttavia, è ovvio che questi risultati non possono essere paragonati quando avevo la palestra aperta.

Nonostante le spese e i ridicoli aiuti dello Stato, comunque siamo riusciti a stare in positivo. E questo mi rende estremamente orgoglioso.

Emanuele: i miei più sinceri complimenti, Andrea. Non è poco quello che hai fatto. Questi complimenti, te li meriti tutti. Tu e il tuo team avete fatto un lavoro pazzesco.

E se invece vogliamo parlare di difficoltà…

Qual è stata quella che ti ha dato più filo da torcere?

Andrea: guarda Ema, te lo dico senza peli sulla lingua… non ho mai pensato, nemmeno per un secondo che questo non sarebbe stato il mio lavoro futuro.

Tutte le possibili difficoltà che si sarebbero potute presentare, non le ho nemmeno prese in considerazione. Voglio dire… al mattino, quando mi svegliavo, sapevo esattamente cosa dovevo fare. Ed è proprio questo quello che spingeva ad andare avanti.

<Cit.>Sapere cosa fare, fa tutta la differenza del mondo.

Poi, ad ogni fine giornata, facevo un check-up e mi rendevo conto che, per tutte le cose che dovevo, e che volevo fare, mi serviva molto più tempo. Voglio dire… una giornata di 24 ore non mi bastava per tutto quello che volevo fare.

E allora, sulla base di questi dati, cercavo di migliorare sempre di più.

Quindi, qual è stata la mia più grane difficoltà? Nessuna! Perché ho vissuto questo periodo come a una sfida personale.

Emanuele: mi piace molto questa tua mentalità, che tra l’altro sposo appieno. Tu lo sai benissimo, ma questa è la vera mentalità da adottare: zero piani B. Cioè, hai il piano A e lo devi portare a termine fino alla fine, senza scuse.

Prima di andare, voglia farti un’ultima domanda…

Quale consiglio daresti ai tuoi colleghi che leggeranno la tua intervista?

So che fino ad ora ne hai dati tanti, come ad esempio: eliminare le distrazioni, avere un’agenda per organizzare al meglio il lavoro e non lasciare mai da soli i proprio clienti. 

Ma se ne dovessi scegliere uno in particolare, quale sarebbe?

Andrea: un giorno pubblicai un post su Facebook nel quale ho scritto…

In questo particolare periodo, mi sono reso conto che tutti i soldi spesi nella mia formazione personale, sono stati soldi spesi bene.

E se proprio devo dare un singolo consiglio, questo sarebbe: concentra i tuoi sforzi nella tua formazione personale.

Quando ho conosciuto voi di Richfit nella mia palestra le cose andavano benino. Quindi, se vogliamo dirlo con una metafora… andavo con la terza marcia. Ma Richfit mi ha permesso di mettere subito la quinta.

Quindi il mio consiglio per te è questo…

…se vuoi fare questa professione da vero PRO, devi subito prendere il telefono, fare una chiamata con questi ragazzi e affidarti totalmente a loro. 

Perché in questo modo, avrai sempre una strada tracciata, senza brancolare nel buio.

Emanuele: grazie Andrea, ma se non ti dispiace, vorrei aggiungere un’altra cosa: tutti i risultati che ha ottenuto Andrea, li ha ottenuti, perché si è fatto un mazzo così.

Grazie Andrea, noi ci vediamo alla prossima!

Andrea: grazie a voi, alla prossima!

Se vuoi seguire il consiglio di Andrea, prenota subito la tua chiamata strategica gratuita da qui!

A presto,

Emanuele Pianelli

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