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È possibile generare 9k in 30 giorni anche a palestre chiuse?

È possibile generare 9k in 30 giorni anche a palestre chiuse? A detta di Roberta e Andrea di Mondo Fit è assolutamente possibile! Ecco come… 

Ed eccoci qui, direttamente da Pesaro con un nuovo caso studio di successo di Roberta e Andrea di Mondo Fit nel quale anche loro, nonostante il blocco forzato, sono riusciti a generare 9k in meno di 30 giorni!

Anche oggi, mi metterò da parte e lascerò la parola a loro, in modo che tu possa trarre la massima ispirazione, e passare direttamente all’azione.

Se per te è la prima volta che atterri qui, mi presento velocemente…

Mi chiamo Emanuele Pianelli e sono il co-fondatore di richfit.co, la scuola numero uno in Italia per gli imprenditori del fitness. 

Se desideri approfondire la mia storia, puoi fare un salto qui!

Ma ora…

Bando alle ciance e passiamo subito a ciò che potrebbe sicuramente interessarti…

Come hanno fatto Roberta e Andrea a passare dal blocco forzato a più di 9k in meno di 30 giorni?

La parola ai nostri ospiti…

Emanuele: Ciao ragazzi e davvero complimenti per quello che state facendo. Vi va di presentarvi velocemente per chi ancora non vi conoscesse?

Roberta: Certo, con piacere. Noi abbiamo il nostro club, Mondo Fit, a Pesaro, nelle Marche, e il core business riguarda più corsi di gruppo, ma dal primo lockdown in poi, abbiamo dovuto reinventarci e infatti…

…abbiamo implementato precorsi per “small Group”, percorsi personalizzati, più conosciuti come Personal Trainer. E proprio per non farci mancare niente, in questo periodo siamo anche in zona rossa!

Emanuele: posso immaginare. Ormai questa sta diventando la nuova normalità, visto che l’intero mondo si è dimenticato di noi. Ma per fortuna, almeno noi, non ci siamo dimenticati di noi stessi.

A tal proposito vorrei farvi una domanda…

Come avete reagito dopo questo singhiozzo tremendo fatto di apertura e chiusura continua?

Roberta: beh, penso che come la maggior parte dei nostri colleghi, non avevamo ben capito l’entità di questo nemico invisibile.

Eravamo spiazzatissimi, perché non sapevamo che cosa fare.

All’inizio anche a noi sembrava impossibile, però poi, ci siamo messi a testa bassa e abbiamo iniziato a seguire ogni vostra diretta sul gruppo Facebook, e ogni cosa che avrebbe potuto aiutarci ad uscire da questo inferno.

In vita nostra, non abbiamo mai studiato così tanto.

In una sola frase? Ce l’abbiamo fatta, ma è stato molto impegnativo!

Così, di conseguenza, abbiamo iniziato anche noi a fare le prime dirette sul nostro gruppo Facebook, cercando di essere quanto più professionali possibili e sì, l’ho già detto? È stato molto impegnativo.

Emanuele: grande Roberta. Hai detto molte cose interessanti. Già il fatto di aver studiato come non avete mai fatto prima, vi ha posto su un altro livello. E poi, anche il fatto che vi siete dovuti reinventare di fronte a questo nemico invisibile, non è poco roba.

Mentre…

Come hanno reagito i vostri clienti quando avete iniziato a offrire un servizio diverso?

Roberta: all’inizio anche per loro non è stato per niente semplice. Infatti i messaggi di preoccupazione da parte loro, di certo non mancavano.

Molti ci chiedevano: “e ora come farete?” “E noi come faremo?” “Come ci aiuterete?”

E, potrà sembrarti strano, ma la loro preoccupazione ci ha spronati all’azione. In un certo qual modo, ci siamo sentiti responsabili. Così, li abbiamo tranquillizzati e abbiamo detto: “non preoccupatevi, ci pensiamo noi!”

Così, alle prime battute, abbiamo promosso un tipo di allenamento a corpo libero, visto che la maggior parte non disponeva della giusta attrezzatura.

Che poi, tra l’altro, abbiamo continuato a promuovere questo tipo di servizio anche quando ci hanno dato il permesso di riaprire per quel brevissimo tempo, perché?

Perché questo modus operandi è stato apprezzato molto.

Emanuele: così avete avuto la possibilità di sperimentare anche qualcosa di diverso. Però… 

Poi, è arrivato anche il secondo blocco. A detta di tutti, il peggiore. La vostra reazione?

Roberta: grazie alla precedete preparazione, l’abbiamo vissuta decisamente meglio.

Ormai quel modo di lavorare era diventato il nostro nuovo mantra. Tant’è che abbiamo dovuto assumere due nuove figure. Abbiamo sfruttato molto anche il lato social.

E questo ci ha portato ad avere un terzo della nostra clientela a seguire i nostri allenamenti. E gli altri due terzi della clientela?

Seguendo i consigli di Max, li abbiamo chiamati per sapere quale era la loro situazione, come la stavano vivendo e infine, abbiamo dato loro dei servizi gratuiti online.

Andrea: diciamo che per questo lockdown, tutto quello che avremmo dovuto mettere in atto nel giro di 2 o 3 anni, siamo riusciti a stringere i denti e concretizzare il progetto nel più breve tempo possibile! 

Anche se, in realtà, c’è ancora tanto da fare.

Emanuele: tuttavia, oltre a tutto questo, non voglio spoilerare più di tanto, ma ultimamente mi è arrivato un vostro report riguardo all’ultimo periodo.

Che cosa avete combinato?

Roberta: come ogni anno, abbiamo fatto un nostro piccolo evento, nel quale mostriamo i nostri servizi, nuovi e vecchi. Abbiamo sperato fino all’ultimo di non farlo online, ma siamo stati costretti, e l’abbiamo fatto via zoom.

Non sapevamo se qualcuno avrebbe partecipato, ma alla fine abbiamo avuto 151 prenotazioni in 4 giorni, e in questi 4 giorni abbiamo fatto 3 ore di lezione al giorno. 

Questa è stata la prima cosa che abbiamo fatto di particolare.

Poi abbiamo voluto mettere in campo anche un’azione commerciale per verificare se le persone avevano ancora la voglia di allenarsi e da lì, per nostra sorpresa, abbiamo iniziato a fatturare.

Quindi, è andata abbastanza bene.

Emanuele: avete fatto qualcosa di davvero straordinario. Quello che avete fatto, va ben oltre a quello che un club può fare a palestra aperta. E questo è solo l’inizio. Da quello che mi dite, sicuramente non avete intenzione di fermavi qui.

Un’ultima domanda prima di lasciarci…

Qual è stata la vostra più grande difficoltà?

Roberta: beh partiamo dal presupposto che sia io che Andrea siamo due tecnici. Quindi, quando è successo tutto quello che è successo abbiamo preso uno scossone.

La difficoltà è stata proprio la velocità con cui tutto stava cambiando, e la velocità con cui bisognava rispondere a quel cambiamento. E la nostra preparazione non era tale, per poter affrontare tutto questo da soli.

Quindi la vera difficoltà era sapere cosa fare e in che ordine farlo.

Emanuele: e avete mai pensato di mollare tutto?

Roberta: assolutamente no. Abbiamo detto: impegniamoci, studiamo, facciamo azione e se poi si verificasse una sorta di estinzione delle palestre, beh a quel punto apriremo un agriturismo 🙂

Ma fino a quando siamo qui, con la nostra palestra, ce la metteremo tutta.

Emanuele: complimenti ancora ragazzi, è stato davvero un piacere ascoltarvi e spero di risentirvi presto!

Roberta e Andrea: ciao a tutti, e grazie a voi!

Se anche tu…

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Alla prossima,

Emanuele Pianelli

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