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Imprenditore del Fitness si offre di regalare un Sistema Gratuito che ti mostra come continuare a vendere i tuoi servizi fitness anche a palestre chiuse

Vendere servizi fitness a palestre chiuse

Tutto quello che devi sapere per non rischiare di svendere la tua struttura e perdere tutto una volta per tutte.

È davvero impressionante quello che sta succedendo in Italia, e nel resto del mondo – soprattutto per il nostro settore del fitness, ormai dimenticato da tutti.

Stiamo parlando di mesi e mesi di chiusura forzata e tutto questo sta provocando una serie di effetti collaterali in tutto lo scenario del fitness.

Pensa che ad oggi, solo in Italia, secondo una ricerca condotta da Ifo (International fitness observatory), il panorama del fitness ha subito una perdita di oltre 1 miliardo di euro e migliaia di posti di lavoro sono stati perduti. 

Al quarto mese di stop, oltre l’82% dei club ritiene che non avrà più le risorse per sopravvivere alla crisi.

Le palestre più colpite sono quelle che non avevano appoggi esterni e per questo non hanno ricevuto alcun aiuto da nessuno, costringendo molti imprenditori del fitness a ricorrere a misure drastiche, come ad esempio far allenare i proprio clienti in situazioni non tanto favorevoli.

Sono in molti ad aver utilizzato formule non proprio remunerative come far allenare quei quattro clienti che erano rimasti legati, fuori, all’aria aperta, con la pioggia e con il vento o ancora peggio con formula “Palestra Online” (Ne parlo in modo specifico qui) che di certo non erano di aiuto.

Poi c’è chi addirittura, stufo della situazione, ha pensato bene di infrangere le regole accogliendo quei pochi clienti “coraggiosi”, disposti a tutto, che, pur di allenarsi hanno messo da parte la salvaguardia della loro salute rischiando il peggio.

Ma, capisci bene che questa non è una buona soluzione da adottare. Così facendo sarai soggetto a multe non indifferenti e se fino a qualche tempo prima ti erano rimaste le scorte per tirare avanti ancora un po’, ora è sicuro che quelle scorte te le sarai giocate senza avere più la possibilità di tornare indietro.

Ma aspetta…

Non voglio che tu mi fraintenda. Penso che a tutti noi ci è venuta un’idea del genere. Ammiro chi ha cercato con tutte le sue forze di uscirne indenne da questa situazione, ignorando i rischi annessi.

Solo che…

A volte bisogna fare i conti con la realtà e domandarsi:

“Così facendo non è che rischio di compromettere la mia reputazione?”

“Sono sicuro di trarne un reale vantaggio?”

“Dove mi porterà questa azione nel medio lungo termine?”

“Riuscirò a sostenere tutto quando sarà dato il via libera?”

Anche se so che hai già individuato la risposta, provo a rispondere io a questa domanda…

Ovvio che metti a rischio la tua reputazione.

È proprio lo stesso concetto del barbiere che in questo contesto calza a pennello.

Immagina di andare dal tuo barbiere di fiducia. Lui si fa trovare all’ingresso per accoglierti. Tutto molto bello. Come sempre lui si mostra gentile, cordiale e con la voglia di farti uscire in una nuova veste grazie alla quale tu possa rimanere soddisfatto per poi parlarne con i tuoi amici, conoscenti e familiari per generare quel passaparola passivo, tanto amato da chi bazzica nel settore del commercio.

Solo che, questa volta le cose vanno leggermente in maniera diversa.

Il tuo barbiere si fa trovare senza mascherina, non si igienizza le mani e non si preoccupa della sua salute e di conseguenza, nemmeno della tua. Non solo…

Ad accoglierti ci sono anche le forse dell’ordine, che devono identificarti per poi inviarti un biglietto NON di auguri direttamente a casa.

Cosa potrebbe succedere di fronte a uno scenario del genere?

  1. Decidi di salvaguardare la tua salute ed il tuo portafogli, abbandonando quel barbiere per sempre, parlandone male con chiunque ti capiti d’avanti.
  1. Decidi di mettere la tua salute a rischio noncurante dei disastrosi effetti a lungo termine… che lascio a te immaginare.

Ovvio è che ci sarà sempre chi sceglierà la prima opzione, e chi invece opterà per la seconda.

Ma sai qual è la dura verità?

Questa…

Le persone che sceglieranno la prima opzione, saranno sempre maggiori rispetto a chi sceglierà la seconda. Come faccio a saperlo?

Perché tra i primi desideri insiti nella gente, ai quali ambisce e cerca di ottenerli con tutte le proprie energie… è proprio una buona salute e la protezione dei propri cari e del proprio denaro!

Quindi, capisci bene che anche nel nostro caso, la faccenda non cambia.

Anche tu potresti rischiare di perdere i tuoi clienti di fiducia una volta per tutte se tenti di infrangere le regole.

E ora giustamente, visto il blocco della tua cassa e della mancanza di guadagni, potresti chiederti…

Ma c’è rischio per la mia palestra?

Ritornando alla nostra ricerca sull’andamento del mercato del fitness, ecco quello che si evince:

Secondo Paolo Menconi, presidente di Ifo, “i risultati di questa ricerca indicano che l’industria del fitness è in un momento difficilissimo e senza precedenti. Non va dimenticato che è un settore che ha un ruolo sociale fondamentale per il benessere psico-fisico dei cittadini, con un’offerta molto variegata e per tutte le tasche. 

Il settore va protetto con interventi strutturali seri e concreti, sia per chi vi lavora sia per i clienti, per potersi rimettere in piedi e continuare a guardare serenamente al futuro”.

Oltre l’83% delle palestre ritiene che le misure adottate finora non siano sufficienti a sostenere il settore, suggerendo tra i provvedimenti principali la sospensione di incombenze fiscali e bollette (77%), forme di finanziamento a fondo perduto (72%), agevolazioni e forme di indennizzo per il danno indotto da cause di forza maggiore (65%).

Se la situazione è difficile per tutti, la capacità economica di poter resistere è differente: il 22% dichiara di avere autonomia per 1 mese. In 2 mesi il 61% ritiene di non avere le forze economiche per superare la crisi. Il 77,3% dei Club potrebbe non farcela in 3 mesi. 

Al quarto mese di stop, il rischio è quello che oltre l’82% dei Club non sopravviva. 

Solo il 3,4% dei club potrebbe avere le risorse economiche per resistere a cinque mesi di chiusura. 

Intanto i club si sono riorganizzati per poter permettere ai propri iscritti di seguire i corsi di fitness grazie alla tecnologia. Il 71% propone allenamenti in streaming e il 40% offre corsi video registrati da seguire online. Inoltre, il 42% dei centri ha già previsto attività di sanificazione in tutti gli spazi della struttura.

Considera che questi dati non vengono aggiornati da un bel po’, quindi non oso immaginare a quanto ammontino queste percentuali a dir poco preoccupanti.

Ma a noi questo non ci interessa.

Quello che più di ogni altra cosa ci interessa invece è scoprire se esiste o meno una risposta a questa domanda…

Ci sono rimedi?

La prima precauzione da prendere è ovviamente tornare a incassare il prima possibile, anche prima che venga rilasciato il permesso di riaprire le palestre dai piani alti.

In che modo?

Per tua fortuna esiste già un sistema 100% gratuito, specificamente progettato per rilanciare il settore del fitness e tornare a vendere i tuoi servizi fitness in soli 5 giorni!

Il sistema si chiama Clubber On Demand e…

Molti imprenditori del fitness stanno già utilizzando questo sistema e si è rivelato estremamente efficace per loro visto e considerato che sono riusciti a macinare profitti come mai prima d’ora.

Se desideri fare lo stesso anche tu, clicca qui per iscriverti e scoprire tutti i dettagli.

L’accesso è gratuito ma fai in fretta perché non sarà disponibile per sempre.

Dopodiché potrai ottenere tutto questo solo dietro pagamento.

Quindi…

Iscriviti gratuitamente da qui e preparati a tornare in campo più forte di prima!

Crea il Tuo Miglior Futuro

Emanuele Pianelli

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